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I dati riportati dal Centro Studi di Unimpresa, secondo il report del 2024, dimostrano come il Nord Ovest sia in testa per l’indebitamento bancario non rimborsato, con 10,5 miliardi (30,9% del debito nazionale), e la Lombardia la prima regione, con 7,8 miliardi (23%).
Il totale di prestiti bancari non restituiti dalle imprese italiane ammonta a 34 miliardi di euro, con la Lombardia che detiene il primato con il 23% del totale nazionale, ovvero quasi 8 miliardi di euro.
Il report è fornito dal Centro Studi di Unimpresa, basandosi su dati forniti direttamente dalla Banca d’Italia. Lo studio evidenzia come ci sia una maggiore concentrazione nel Nord Ovest, con un totale di 10,5 miliardi di prestiti inesigibili (30,9% del totale nazionale).
Viene inoltre suddiviso il debito totale in tre categorie, in base alla tipologia di inadempienza e alla probabilità per gli istituti di crediti di ottenere quanto dovuto. Partendo da un totale di 34,1 miliardi, i risultati ottenuti sono i seguenti:
Analizzando i dati si può notare con facilità come la distribuzione dei prestiti inesigibili per regione rifletta la distribuzione del PIL. Non sorprende, infatti, che la prima classificata sia la Lombardia, dato il suo PIL e la sua notevole dimensione economica.
Qui è accumulato il 23% del totale nazionale di prestiti bancari non rimborsati, con un valore pari a 7,8 miliardi. Di questi:
Al secondo posto troviamo il Lazio, con 4,8 miliardi di euro (14,4%), di cui 1,9 miliardi sono sofferenze, 2,6 miliardi probabili inadempienze e 270 milioni di rate scadute.
Al terzo posto c’è l’Emilia Romagna, con 3,2 miliardi, pari al 9,5% del totale. Di questi 1,2 miliardi sono sofferenze, 1,9 miliardi probabili inadempienze e 84 milioni rate scadute.
Seguono il Veneto, con 2,54 miliardi di debiti pari al 7,5% (di cui 1 miliardo di sofferenze, 1,3 miliardi di inadempienze probabili e 117 milioni di rate scadute) e la Toscana con 2,52 miliardi pari al 7,4% (di cui 1 miliardo in sofferenze, 1,4 miliardi inadempienze probabili e 96 milioni di rate scadute).
Altre regioni del nord registrano i seguenti dati:
Le regioni del sud registrano, invece, i seguenti dati:
Infine, le regioni che detengono debiti bancari non rimborsati per un totale inferiore al miliardo sono le seguenti:
Ultimo aggiornamento: 2026
I dati di questo articolo si riferiscono al report del 2024 del Centro Studi di Unimpresa sui prestiti non rimborsati dalle imprese italiane. Un report più recente della stessa associazione, diffuso a gennaio 2026, riguarda un perimetro più ampio, cioè il totale dei crediti deteriorati delle banche e non il solo comparto delle imprese, e non è quindi direttamente confrontabile con le cifre regionali sopra riportate.
Secondo questo report, lo stock complessivo dei crediti deteriorati delle banche è sceso nel 2025 a 48,6 miliardi di euro (dato aggiornato al terzo trimestre), sotto la soglia dei 50 miliardi per la prima volta negli ultimi decenni. Nel 2024 era pari a 52,4 miliardi, con un calo del 7,3%. Le sofferenze sono passate da 19,1 a 16,9 miliardi e, rispetto al picco del 2015, quando lo stock superava i 337 miliardi, la riduzione è dell’85,6%.
Il miglioramento riguarda quindi il sistema bancario nel suo complesso. Per le singole imprese resta fondamentale valutare in anticipo l’affidabilità di clienti e partner e monitorare le scadenze, per ridurre il rischio di insoluti e di crediti deteriorati nel proprio bilancio.
Secondo il report del 2024 del Centro Studi di Unimpresa, basato su dati della Banca d’Italia, i prestiti bancari non rimborsati dalle imprese italiane ammontano a 34,1 miliardi di euro: 13,1 miliardi sono sofferenze, 19,3 miliardi inadempienze probabili e 1,5 miliardi rate scadute.
Nel report del 2024 il Nord Ovest è l’area più critica, con 10,5 miliardi (30,9%). La Lombardia è la prima regione, con 7,8 miliardi (23% del totale), seguita dal Lazio con 4,8 miliardi (14,4%) e dall’Emilia Romagna con 3,2 miliardi (9,5%).
Le sofferenze sono la categoria peggiore e comportano perdite per gli istituti di credito; le inadempienze probabili sono la fascia intermedia; le rate scadute sono la tipologia con la maggiore possibilità di essere recuperata e tornare alla regolarità.
Secondo il Centro Studi di Unimpresa, nel 2025 il totale dei crediti deteriorati delle banche è sceso a 48,6 miliardi di euro, sotto i 50 miliardi per la prima volta negli ultimi decenni, con un calo del 7,3% rispetto al 2024. È un dato su un perimetro più ampio, che non riguarda solo le imprese.
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