Hai un’azienda e crediti non riscossi? Siamo qui per te.
Non offriamo servizi a privati o debitori.
Quando si gestisce un'impresa e i rapporti con i propri clienti, può capitare di trovarsi di fronte a situazioni di mancati pagamenti o pagamenti effettuati in ritardo. La gestione dei clienti morosi richiede attenzione e la messa in pratica di strategie di credit management e recupero credito, sia per evitare a priori che si presentino casi simili, sia per agire tempestivamente nel momento in cui questi si presentano.
Va detto che una situazione di morosità non rappresenta necessariamente la cessazione di un rapporto commerciale. Se affrontati con il giusto equilibrio tra fermezza e diplomazia, questi casi possono essere gestiti in modo efficace, trovando una situazione in grado di accontentare entrambe le parti.
Può infatti capitare che, a causa di momenti di crisi, cali di produzione o momenti di stagnazione, un cliente faccia fatica a pagare il fornitore nei tempi prestabiliti. Vediamo perciò quali sono le strategie e le migliori pratiche da mettere in atto per gestire un cliente moroso.
Quando una fattura non viene saldata alla scadenza, la reazione istintiva è spesso quella di alternare tra due estremi, ovvero il silenzio imbarazzato, per timore di rovinare il rapporto, oppure il tono aggressivo, che rischia di chiudere ogni margine di dialogo. Nessuno dei due approcci funziona nel lungo periodo, soprattutto quando si tratta di un cliente con cui l'azienda intende continuare a lavorare.
Un metodo strutturato, invece, permette di recuperare il credito preservando la fiducia reciproca. Il debitore, nella maggior parte dei casi, non agisce in malafede. Si tratta spesso di tensioni di liquidità temporanee, disguidi amministrativi o semplice disorganizzazione. Partire da questo presupposto cambia l'approccio a tutta la gestione del credito aziendale.
In certi casi, il mancato pagamento può essere semplicemente una dimenticanza, un errore amministrativo o a livello gestionale. Prima di tutto è importante verificare questo, comunicando costantemente con il cliente e inviando dei reminder di pagamento prima della scadenza.
Se invece il mancato pagamento è dovuto ad altro, sarà necessario agire per cercare una soluzione di pagamento alternativa o, se necessario, passare al recupero crediti, come vedremo successivamente in questo articolo.
Appena scaduto il termine di pagamento, è utile inviare un promemoria cordiale, non un sollecito formale. Un messaggio semplice, che dia per scontato un disguido piuttosto che un rifiuto, apre la porta a una risposta rapida senza mettere sulla difensiva l'interlocutore.
Ecco alcuni consigli pratici:
Questa fase serve anche a capire la natura del ritardo. Un problema di cassa temporaneo richiede un approccio diverso da una contestazione sulla fornitura o da un semplice dimenticare la scadenza. Anche un credito di importo contenuto merita questa attenzione iniziale, poiché trascurare i piccoli insoluti, per abitudine o per mancanza di tempo, è uno degli errori più comuni nella gestione del credito aziendale, e nel tempo può incidere sul flusso di cassa complessivo.
Prima di procedere con solleciti più incisivi, vale la pena ascoltare le ragioni del cliente. Un problema di liquidità può essere gestito con un piano di rientro concordato; una contestazione sul servizio richiede invece un chiarimento separato, che non va confuso con la questione del pagamento.
Questo passaggio è cruciale per non perdere il rapporto commerciale. Un cliente che si sente ascoltato, anche quando è in torto, è più propenso a collaborare per trovare una soluzione condivisa.
Tuttavia, anche tirare troppo la corda può portare a risultati scadenti. Per questo motivo, dopo diversi solleciti di pagamento, potrebbe diventare necessario passare alla fase successiva, ovvero quella di recupero crediti.
Un sollecito che si limita a ripetere l'importo dovuto raramente sblocca la situazione. È più efficace proporre alternative pratiche, come ad esempio:
Offrire opzioni trasforma il sollecito da una richiesta unilaterale a una trattativa, riducendo la percezione di conflitto e aumentando le probabilità di un incasso rapido. Questo favorisce il pagamento e consente di mantenere il rapporto commerciale.
Chiaramente, sarà importante negli accordi successivi verificare se la situazione è cambiata e, in caso contrario, offrire soluzioni di pagamento diverse e maggiori garanzie.
Se il primo contatto non produce risultati entro un tempo ragionevole, il passo successivo è affidarsi al recupero crediti stragiudiziale, ovvero un percorso che punta a ottenere il pagamento senza ricorrere al tribunale, mantenendo aperta la relazione commerciale con il debitore. È proprio questo l'aspetto che rende lo stragiudiziale la via preferibile quando l'obiettivo, oltre a recuperare il credito, è continuare a lavorare con quel cliente in futuro.
Un'agenzia specializzata, con esattori esperti nella gestione della trattativa, riesce spesso a ottenere il saldo del debito entro i primi 90 giorni, anche tramite un piano di rientro concordato. Il vantaggio di delegare questa fase a professionisti sta anche nel separare il piano del recupero da quello della relazione quotidiana. Chi segue abitualmente i rapporti commerciali con quel cliente non deve trasformarsi in un soggetto ostile ai suoi occhi, mentre il recupero prosegue con gli strumenti adeguati.
Il recupero crediti stragiudiziale sfrutta principalmente solleciti di pagamento, con l'obiettivo di ottenere la somma dovuta in modo bonario e senza passare per la fase giudiziale. Se i solleciti informali non hanno esito, la diffida di pagamento rappresenta il passo formale successivo. Si tratta di una comunicazione, spesso inviata tramite raccomandata o PEC, che intima il pagamento entro un termine perentorio e richiama le conseguenze in caso di inadempimento persistente.
Anche in questa fase il tono può restare professionale e privo di ostilità personale. La diffida comunica fermezza sul piano formale, senza necessariamente compromettere la relazione umana con l'interlocutore, soprattutto se si tratta di un cliente storico.
Quando il recupero stragiudiziale non produce risultati, e un'analisi di solvibilità conferma che il debitore ha beni aggredibili, si può valutare il passaggio al recupero crediti giudiziale, con il supporto di avvocati specializzati nel settore. È una strada che, a differenza dello stragiudiziale, presuppone quasi sempre l'interruzione del rapporto commerciale e per questo va considerata solo dopo aver verificato che le vie meno formali non abbiano portato a un accordo, e solo per importi che giustificano economicamente i costi legali del procedimento.
Se invece il debitore risulta nullatenente, può convenire mettere a perdita il credito, ripulendo il bilancio aziendale invece di proseguire con azioni che rischiano di costare più del credito stesso.
Prima di avviare la fase di recupero crediti giudiziale è perciò fondamentale verificare se questa strada conviene realmente, affidandosi a degli esperti che valuteranno attentamente la situazione del debitore.
Molte situazioni di morosità si possono ridurre a monte, agendo su alcuni aspetti organizzativi:
Un sistema di credit management efficace consente di intervenire tempestivamente, quando il margine di recupero, sia economico sia relazionale, è ancora ampio.
Gestire un cliente moroso senza perdere il rapporto commerciale è possibile, a condizione di seguire un percorso graduale con comunicazioni tempestiva, ascolto reale delle motivazioni, proposte concrete di soluzione e, solo se necessario, un passaggio a strumenti più formali come la diffida o il recupero crediti stragiudiziale. Affidarsi a professionisti del recupero crediti, come Recupero Smart, permette alle aziende di proteggere la liquidità senza dover trasformare la propria relazione commerciale in un conflitto diretto con il cliente.
Se hai bisogno di supporto per sviluppare una solida strategia di credit management o se devi recuperare dei crediti, non esitare a contattarci.
ULTIME PUBBLICAZIONI